Firenze (sabato, 22 marzo 2025) — Una rilettura inedita di un classico del teatro italiano arriva sul palcoscenico del Teatro della Pergola dal 25 al 30 marzo. Paolo Valerio dirige Franco Branciaroli in una nuova e sorprendente interpretazione di “Sior Todero brontolon” di Carlo Goldoni. Un cast di prestigio accompagna questa produzione, con Piergiorgio Fasolo, Alessandro Albertin, Maria Grazia Plos, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Valentina Violo, Emanuele Fortunati, Andrea Germani e Roberta Colacino. Lo spettacolo nasce in collaborazione con I Piccoli di Podrecca.
di Arianna Furleo
L’universo goldoniano si intreccia con il mondo delle marionette in un’ambientazione scenografica originale: il retropalco di un teatrino di marionette. Qui, il protagonista Todero diventa un burattinaio dispotico, e ogni personaggio si muove accompagnato dal proprio fantoccio, un doppio irreale che ne amplifica le caratteristiche.
Goldoni resta attuale per la sua capacità di scandagliare la società e le relazioni umane. “Sior Todero brontolon” racconta la storia di un vecchio avaro e autoritario, la cui tirannia mette a rischio la felicità della giovane Zanetta, costretta a un matrimonio di convenienza. Saranno due donne a ribaltare la situazione: la nuora di Todero e l’arguta vedova Fortunata, che con intelligenza e determinazione restituiranno alla giovane il diritto di scegliere il proprio futuro. Un tema che risuona ancora oggi, in un’epoca in cui la questione del patriarcato è al centro del dibattito culturale.
La regia di Paolo Valerio offre una chiave di lettura innovativa e filologicamente rispettosa del testo originale. La lingua veneziana di Goldoni viene restituita nella sua straordinaria musicalità, alternando registri rustici, civili e formali per caratterizzare i diversi personaggi. La casa di Todero diventa una sorta di teatro delle marionette, in cui gli attori interagiscono con i loro alter ego in legno, unendo il realismo della recitazione alla dimensione simbolica dei pupazzi.
Il personaggio di Sior Todero, antesignano dei “rusteghi” goldoniani, è una figura burbera, avara e arrogante, senza il minimo tratto bonario. Eppure, il pubblico non può fare a meno di riconoscervi tratti familiari, come notava lo stesso Goldoni nella prefazione alla commedia: «Purtroppo, vi sono al mondo di quelli che lo somigliano». Nel corso dei secoli, il ruolo è stato interpretato da grandi attori come Cesco Baseggio, Giulio Bosetti e Gastone Moschin. Oggi, tocca a Franco Branciaroli dare nuova vita a questo personaggio, con un’interpretazione che promette di essere intensa e spiazzante.
Dopo la sua rilettura di Shylock ne “Il Mercante di Venezia”, Branciaroli torna a confrontarsi con un grande classico, confermando il suo talento nell’interpretare personaggi controversi e sfaccettati. Il regista Paolo Valerio sottolinea come la figura di Todero possa essere vista anche come un Grande Burattinaio, simile a Vito Corleone ne “Il Padrino” di Coppola, un patriarca che tenta di controllare la famiglia con pugno di ferro.
Le marionette non sono solo strumenti scenici, ma rappresentano il lato oscuro dei personaggi, la loro anima inconscia, in un gioco di specchi tra attore e pupazzo. Attraverso questa chiave di lettura, lo spettacolo esplora il dualismo tra oppressione e libertà, tra tradizione e cambiamento.
Goldoni, che fin dall’infanzia nutriva una passione per il teatro di figura, racconta nei suoi “Mémoires” di come il padre gli avesse costruito un teatrino di marionette, dando origine a un amore per la scena che avrebbe segnato tutta la sua carriera. Questo legame con il mondo delle marionette diventa il fulcro della messinscena di Valerio, che restituisce un Goldoni capace di parlare ancora al pubblico contemporaneo, mescolando ironia, critica sociale e poesia.
Come in molte commedie goldoniane, è il mondo femminile a portare il cambiamento e a risolvere i conflitti, offrendo una speranza di lieto fine, seppur con una venatura di incertezza. “Sior Todero brontolon” si conferma così un classico senza tempo, capace di emozionare e far riflettere, grazie anche a questa nuova e visionaria interpretazione.
Last modified: Marzo 22, 2025