Firenze (martedì, 25 marzo 2025) — L’economia della Toscana chiude il 2024 con un bilancio contrastante: mentre la produzione industriale subisce un calo significativo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le esportazioni registrano una crescita, con un incremento del 13,8%. A soffrire maggiormente è il settore della moda, in particolare il comparto del lusso fiorentino, mentre altri settori, come quello farmaceutico e alimentare, riescono a mantenere un andamento positivo.
di Arianna Furleo
Secondo il rapporto dell’Irpet, la flessione della produzione industriale in Toscana rispecchia un trend nazionale, con la regione che registra una performance leggermente peggiore rispetto alla media italiana. Il principale responsabile di questa contrazione è il comparto della moda, con un crollo significativo nelle vendite di prodotti in cuoio (-19,9%), calzature (-23,6%) e abbigliamento (-11,3%).
Parallelamente, il settore delle esportazioni toscane ha registrato una crescita, trainata soprattutto dall’aumento della domanda di gioielli prodotti nell’Aretino, in particolare da parte della Turchia, dove l’inflazione ha superato il 60%. Anche i prodotti farmaceutici (+33,2%), i macchinari (+12,3%) e i prodotti alimentari (+17,6%) hanno registrato un andamento positivo. Particolarmente rilevante è stato il caso dell’olio d’oliva, le cui esportazioni sono aumentate del 42,4% a causa della scarsa produzione del 2023, che ha spinto al rialzo i prezzi della materia prima.
Se da un lato le esportazioni hanno mostrato segnali di vitalità, il mercato del lavoro ha evidenziato una crisi più marcata. Nel quarto trimestre 2024 si è registrato un calo del 9,5% delle assunzioni nel settore industriale, con una contrazione particolarmente accentuata nel comparto del Made in Italy (-12,1%), e in particolare nelle lavorazioni legate alla moda (-15,6%).
Il numero di lavoratori con ammortizzatori sociali è aumentato in modo considerevole, passando da una media di 6.776 nel 2023 a 13.058 nel 2024. Anche i licenziamenti per motivi economici sono in crescita, con un incremento di 1.148 casi, di cui il 90% concentrato nel comparto moda.
Dal punto di vista contrattuale, i dipendenti a tempo indeterminato continuano a crescere, seppur con un rallentamento della tendenza positiva: dal +4% di gennaio al +2,9% di dicembre. In calo, invece, il numero di apprendisti, diminuito del 5,8% rispetto al 2023.
Il rapporto dell’Irpet sottolinea come la crisi dell’industria toscana sia strettamente legata alla debolezza strutturale del settore moda, che da sempre rappresenta uno dei pilastri dell’economia regionale. Se le esportazioni hanno finora sostenuto l’economia, il futuro appare incerto, soprattutto alla luce dei nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump sugli scambi internazionali, che potrebbero penalizzare ulteriormente il comparto manifatturiero toscano.
Per contrastare la crisi, sarà fondamentale puntare sulla diversificazione produttiva e sull’innovazione, sostenendo le imprese locali nel processo di transizione verso un modello economico più resiliente e meno dipendente dai settori tradizionali.
Last modified: Marzo 25, 2025